A soli 20 km da Firenze si trova Vaglia, vicino allo sbocco della galleria di Pratolino; è un comune ricco per le sue industrie, l’artigianato e il commercio, ma anche per il turismo.
Il territorio di Vaglia si trova nell’angolo a Sud-Ovest della vallata e comprende la Valle del torrente Carza dalle sorgenti alla confluenza con il Carlone, con le montagne circostanti, la Val di Marina e le appendici rivolte verso il Mugnone, insieme a Poggio di Montesenario.

Panorama dal Monte Senario - (Foto di "CarlaCri75")
A sinistra della Carza si hanno poggi morbidi e ricchi di verde, mentre quelli sulla destra risultano più magri e sassosi, anche se in parte sono coltivati. Le montagne più alte sono Monte Morello e Monte Senario.
Metà del suolo è coperto di boschi, mentre l’altra metà è coperta da prati, campi coltivati e zone sterili. Sono presenti molte sorgenti d’acqua, che sgorgano da rocce calcaree dei monti dell’Uccellatoio e Monte Morello. Il corso del Carza è affiancato dalla statale bolognese e dalla ferrovia che entra nel Mugello tramite la galleria di Pratolino.
Il territorio confina con quello di sei comuni.
L’ingresso al borgo è caratterizzato da un bellissimo viale alberato, che si trova subito dopo aver passato il ponte sulla Carza. Il paese si trova disposto lungo la bolognese, in una valle cinta da colline verdi con molte fonti d’acqua, ricca si alberi e riparata dal vento. Una piccola valle divide Poggio Razzo, una collina ripida a Sud del paese, da Poggio di Vaglia, pendio più lieve, coltivato quasi fino in cima, che si affianca al torrente Carza.Nonostante questo, più dei due terzi del territorio intorno al paese risulta boschivo.

La monumentale statua dell'Appennino del Giambologna, Villa Demidoff
Da alcuni anni il paese è soprattutto meta di villeggiature estive; ciò ha giovato anche all’eleganza della struttura del borgo; nel 1908 inoltre veniva donato al comune il palazzo di Pier Francesco dei Principi Corsini, da loro acquistato nell’Ottocento dai Saltini, la più importante e facoltosa famiglia del Piviere.
A Nord del borgo di Vaglia, su una collinetta a sinistra della Carza, sorge la Pieve di San Pietro. Si tratta di una chiesa molto antica, risalente addirittura all’Ottavo secolo come indica un’iscrizione sulla una pietra d’alberese originariamente qui collocata. Il primo documento che indica la presenza di questa pieve è una carta del X secolo, redatta dal vescovo fiorentino Sichelmo.
Ad oggi la pieve conserva alcuni oggetti sacri di notevole pregio, donati nel 1647 dal pittore Angiolo Nardi da Razzo alla Compagnia della Madonna della Neve. Si tratta di un reliquiario della Santa Croce in ebano, a forma di tempietto, un ostensorio, un calice e un turibolo di argento massello. Altri oggetti di questa donazione furono dispersi, come una lampada, due parati e dei candelabri, spediti dal Nardi in un cassone di ferro ancora presente. Inoltre nella ricostruzione della chiesa del 1789 andarono probabilmente distrutti alcuni lavori robbiani, che erano qui conservati; ad oggi restano solo due festoni e una testa d’angelo alla Fonte Battesimale. Purtroppo è andata dispersa anche una tavola d’altare dipinta nel Trecento, con soggetto San Pietro e la Sua Storia, realizzata in sei quadretti, che il Vescovo Francesco Silvestri da Cingoli aveva donato alla chiesa. Resta invece una Madonna del Rosario molto deperita, dipinta da Piero Confortini nel Seicento per una Cappella dei signori Saltini.
La festa del patrono si celebra il 29 Giugno.
Si trova a circa un chilometro dal paese, sulla strada comunale di Gargiolla, sulla vetta di un poggio. La chiesa, rivolta a ponente, ha un campanile a torre che probabilmente all’inizio aveva un uso fortilizio, o faceva parte della Rocca, ormai distrutta, ceduta nel 1220 ai conti Guidi. La chiesa fu fondata dai cerretani. Al suo interno si trova una tavola giottesca a fondo d’oro su cui è presente l’effigie della Madonna, inoltre nonostante il pessimo stato, è presente qualche antico affresco, recuperato in un restauro del 1908. Anticamente erano presenti anche un quadro intitolato a Sant’Agata, un Calice bizantino e una coppa d’argento e rame cesellato.
La festa del patrono è il 30 Novembre.
