Resti Neolitici rinvenuti in tutta la regione mostrano che l’area era abitata già dalla seconda Età della Pietra. Le località dove sono stati rintracciati sono tutte sulla sinistra della Sieve; molte punte di frecce silicee, a forma di alette o foglia, un’ascia levigata di giada furono rinvenute a non più di un metro di profondità nella zona di Campolungo. Dalla conca di Firenzuola vengono molte altre punte di frecce, dette teste di fulmine, un’ascia bianca e due nere, che ora si trovano nel Museo Antropologico di Firenze. Un oggetto concavo, appartenente alla collezione di Cirignano, pare che servisse all’estrazione del midollo.
Tuttavia nessuno dei materiali con cui sono state realizzate queste armi, soprattutto petroselce, diaspro rosso e piromaca bianca, sono presenti nell’area del Mugello. Si suppone quindi, vista la somiglianza di questi oggetti con quelli trovati nell’imolese, che i primi abitanti di queste montagne provenissero dall’Emilia.
I Ligures Magelli furono la popolazione più orientale; occuparono la Val di Sieve, la regione più montuosa a sinistra del fiume, tra i domini degli Apuani, presenti sulla Lunigiana, la Versilia e la Lucchesia, e gli Umbri Sarsinates ad Est. Probabilmente gli Umbri abitarono anche il versante interno della Falterona e della Consuma.

Foto tratte dal libro: Mugello in bianco e nero
Ai Liguri si sovrapposero gli Etruschi; il loro dominio fu più forte soprattutto nella parte orientale, come dimostrano i numerosi rinvenimenti nella zona di Montesassi e Falterona. La Via dei Bosconi, che va da Fiesole a Monteraggi e sbocca nella Faentina nei pressi di Olmo segue l’antico tracciato di una strada già realizzata dagli etruschi. Non sono chiare le relazioni tra il lucumone fiesolano e le popolazioni etrusche delle campagne, che probabilmente convenivano secondo la comune usanza, durante le feste in onore della dea Ancaria.
E’ difficile stabilire l’età dello stazionamento dei Romani in questa valle; probabilmente avvenne gradualmente in epoche diverse. Una colonia di soldati cesariani del secondo Triunvirato si sparsero probabilmente lungo la valle del Sieve; inoltre numerose località conservano verosimilmente il nome di alcune antiche famiglie romane. Molte strade municipali e militari romane passavano in questa zona. Una tradizione molto antica vuole che Annibale, evitando le vie consolari, attraversasse la vallata sul Ponte del Sagginale, poi detto Ponte di Annibale.
Negli ultimi tempi dell’Impero la campagna Mugellana seguì la sorte comune al resto della Toscana; la popolazione, immiserita a causa delle continue angherie del governo e dei latifondisti si era ridotta in uno stato di schiavitù. Il Cristianesimo si diffuse quindi molto presto, anche per l’arrivo di numerosi nuovi martiri, come san Cresci e san Gaudenzio. Le chiese più antiche sono sorte probabilmente in epoca longobarda; inizialmente nacquero come collegiate, dalle quali il Vescovo o il Capitolo Fiorentino percepivano prestazioni annuali e censi. Quando poi se ne distaccarono queste rendite furono passate ad alcune famiglie nobili fiorentine. Nel Quattrocento la maggior parte di queste appartenevano alla famiglia degli Ubaldini. Nella parte orientale della valle invece dominarono i conti Guidi. A queste due famiglie va poi aggiunto il dominio di molte famiglie native della zone inurbate poi a Firenze come i Martelli e i Cerretani.
Il comune di Firenze però iniziò presto la sua azione espansiva, volta ad affrancare la popolazione della campagna; alla fine del Trecento, il confine del comune era a Trespiano. Il Mugello tuttavia mantenne sempre una larga autonomia nelle sue terre.
Il Mugello si mantenne prospero soprattutto sotto il primo principato mediceo; ma dopo il secondo Granduca iniziò un’epoca di degrado e regresso. L’agricoltura era decaduta, il commercio bloccato da dazi e gabelle, la popolazione falciata da carestie e pestilenze. Durante il governo di Cosimo I si verificò un terribile terremoto, che distrusse moltissime abitazioni.Lo stato economico della popolazione non migliorò durante il governo di Francesco di Lorena, che tuttavia tentò di risollevarne le sorti riducendo i privilegi del clero e bloccava l’abuso di ferie. Pietro Leopoldo infine riuscì a risanare lo stato e aprì nel Mugello la nuova strada forlivese
Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento ci furono numerosi tentativi d’invasione, che portarono a terribili costrizioni militari. La situazione si risolse con il ritorno a Firenze di Ferdinando III. Diventato Papa Pio IX, nel 1846, si ebbero le prime manifestazioni liberali, e si tentò perfino l’istituzione di una Guardia Civica;il parlamento Toscano nominò Borgo San Lorenzo capoluogo del distretto. Le terre del Mugello seguirono poi le vicende dell’Italia.

Foto tratte dal libro: Mugello in bianco e nero
Dopo le vicende delle Guerre Mondiali, finalmente il Mugello iniziò a risollevarsi. Negli anni Settanta si ebbe un grande periodo di sviluppo economico e sociale; migliorò l’agricoltura e vennero create numerose industrie.
Oggi questa è una delle zone più belle e ricche della Toscana; il turismo fiorisce, sia grazie alla Storia di queste terre e la sua straordinaria cucina, che per lo sport e il verde.
