San Piero a Sieve è un comune della provincia di Firenze che si trova nel cuneo dove il torrente Carza confluisce sul Sieve.
Fino a qualche anno fa si trattava di un centro principalmente agricolo dell’Alto Mugello; le principali coltivazioni erano cereali, foraggi, viti e ulivi. Presenti anche allevamenti bovini e numerose aziende metalmeccaniche, edili e del legno.
Il paese si trova tra le pendici di poggio del Trebbio e Monte Cacioli, che incorniciano un meraviglioso anfiteatro di poggi. Ad Est si allarga la Valle del Sieve, mentre più lontano si staglia l’Appennino.

Panorama dal Trebbio, San Piero a Sieve
Su la Carza si trovano due ponti che riconducono alla ferrovia e alla strada comunale di Cardetole, ed il paese si trova addossato alla collina. Si tratta di una grossa borgata medioevale, con vie anguste che salgono per il paese fino a ricondursi alla vie principale, l’antica Via Dei Medici, che da Piazza Colonna, chiamata così per la presenza di un piccolo tabernacolo della Vergine su una piccola colonna, si raccorda con Via di Cafaggio.
La denominazione di Villa risale al 1018, e indica la prima borgata di San Piero a Sieve, Inizialmente solo un piccolo gruppo di case sparse. Il nome attuale del paese è presente già in un documento del 1117, ma solo dal 1217 sulle case sono presenti le insegne pontificie e le Chiavi di San Pietro incrociate, diventate poi il simbolo del comune. La designazione di Borgo si spiega con il passaggio della strada vicino al paese. Il paese mantenne fino al 1750 la posta della strada principale; questa posta fu chiamata poi il Ponte dopo la costruzione appunto di un ponte nelle vicinanze, nel 1372; si tratta di uno dei ponti più antichi realizzati sulla Sieve.
Il paese seguirà le vicende Medicee fino almeno all’epoca di Cosimo I, che realizzò la Fortezza di San Martino sui ruderi di un vecchio feudo di famiglia; rimarrà comunque sempre legato alle vicende di Firenze.
La fortezza domina il borgo; fu costruita da Cosimo I de’ Medici, su un progetto del Buontalenti, nel 1569. Fu costruita con sette baluardi; nel monte fu scavato un passaggio per condurre cavalli alla Sieve in caso di assedio. Nella fortezza si trovavano cisterne, sotterranei abitabili, magazzini, fucine, mulini a vento e armerie. Nella parte più alta si ergeva il fortilizio con cinque baluardi e un oratorio dedicato a Sant’Anna. Una grossa campana scandiva le ore e convocava i soldati.

La Fortezza di San Martino a S. Piero a Sieve
La chiesa risulta già attiva prima dell’XI secolo; Si tratta di una chiesa romanica annessa alla Fortezza di San Martino.
La pieve è situata lungo la provinciale, dove la strada si raccorda sulla strada di Cardetole, dopo il ponte sul Carza. Si tratta di una chiesa a tre navate, che nonostante sia stata restaurata nel 1776, ancora conserva la struttura originale Cinquecentesca. In questo periodo fu quasi riedificata da Leonardo di Bernardo de Medici. Sulla porta si trova, in pietra il simbolo dei medici e posteriormente abbiamo un campanile eretto nel 1607. Sull’altare maggiore si trova un crocifisso in legno di grandezza maggiorata attribuito a Raffaello da Montelupo, mentre nella cappella sinistra è presente un quadretto ad olio raffigurante una Vergine col Bambino. Su un altare laterale troviamo un altorilievo in terracotta risalente al Quattrocento, sempre rappresentante la Vergine col Bambino. L’oggetto di maggior pregio però è la fonte battesimale: ha forma esagonale, ed è realizzato con terracotta bianca robbiana con altorilievi policromi. Nei sei specchi incorniciati da pilastri verticali sono scolpite Scene della Vita di San Giovanni Batista. In ogni angolo è ripetuto lo stemma dei Medici. L’attribuzione a Luca della Robbia resta indimostrata.
Il convento è stato edificato tra il XII e il XIII secolo, e successivamente quasi riedificato dal Michelozzi, per ordine di Cosimo I; fece ampliare il refrettorio ed erigere il campanile, la cisterna e molte altre strutture.
La chiesa è di epoca romanico-gotica; il loggiato è rinascimentale, realizzato su progetto di Michelozzi. La chiesa ha una sola navata con volte a crociera e coro poligonale. Al suo interno è presente un crocifisso in legno attribuito a Donatello. La chiesa è annessa al convento di Bosco dei Frati.
