Palazzuolo sul Senio è un comune della provincia di Firenze quasi al confine con la provincia di Ravenna. Il paese si trova vicino alla Via Faentina, che nel Medioevo fu un importante via di comunicazione.

Foto di "Fabietto1967"
Questo centro è stato per molto tempo principalmente agricolo e silvo-pastorale. Erano presenti castagneti, viti castagni cereali e ortaggi con allevamenti di suini, ovini e bovini.
La produzione industriale tradizionale si basa su confezioni e ricami. Attualmente il paese vive soprattutto di turismo.

Vista dalla Faggiola d'inverno (Foto di "DebbioJump")
Le prime tracce di accampamenti in quest’area risalgono intorno al 10000 a.C.; probabilmente si trattava di gruppi di cacciatori o accampamenti stagionali. Questi luoghi sono rimasti abitati anche durante l’età del Rame e quella del Bronzo.
In epoca preromana, inoltre, aumentano gli insediamenti nell’area e successivamente si hanno tracce di numerose colonie romane.
Nell’Alto Medioevo questa zona fu densamente abitata, soprattutto per la realizzazione della Faentina, che grazie alla sua importanza, trasformò i paesi lungo questa strada in importanti centri per il commercio. Una delle testimonianze più importanti di questo periodo è la Pieve di San Giovanni Decollato a Misileo.
Tra i personaggi più illustri del paese spicca Maghinardo dei Pagani, il lioncel dal nido bianco citato da Dante nella Divina Commedia, che lascerà in eredità agli Ubaldini tutti i suoi possedimenti, tra cui Palazzuolo. A loro volta gli Ubaldini lasciarono queste terre alla Repubblica Fiorentina, di cui seguirono le vicende.
Nel 1506, inoltre, Papa Giulio II, insieme con Niccolò Machiavelli sostò nel Palazzo dei Capitani del Popolo, realizzato nel Trecento.
Durante la prima e la Seconda Guerra Mondiale, tutta la valle del Senio faceva parte di una zona, chiamata Linea Gotica, in cui si ebbero episodi di reazione e deportazione.

Chiesa e Convento Ancelle di Maria (Foto di "BFranca33")
La chiesa risale al XVII secolo, e mantiene la struttura originaria; inizialmente si trattava di un oratorio. All’interno sono presenti tele e stucchi risalenti al Seicento.
La chiesa è di origine medioevale, ristrutturata alla fine del Settecento; della struttura originale restano soltanto il campanile e il chiostro. Misileo deriva probabilmente dalla parola latina Mausoleum, indicante probabilmente un cimitero romano; i romani, infatti, seppellivano prevalentemente su confini naturali o politici.Misileo anche successivamente rimase una zona di confine; si trovava sul limes Tiberiacum, un baluardo di difesa dell’ultimo impero romano.
Sotto il coro è presente una cripta romanica, un ambiente individuato da cinque colonne disuguali ed asimmetriche, con capitelli semplici. Parte del muro risulta realizzata con varie tecniche e sembra molto più consumata; sembra inoltre inglobata nelle altre pareti. Successivamente fu utilizzata come protoportico della chiesa in periodo medioevale, e poi interrata fino ad essere resa inaccessibile intorno al Seicento. Nella chiesa si trova una Madonna col Bambino e sei santi, risalente alla fine del XV secolo. Nell’Ottocento furono realizzati dei lavori su un ponte sul confine di Misileo, e furono dispersi alcuni materiali risalenti a tombe etrusche e romane. I capitelli presenti nella cripta probabilmente provengono da questi scavi. Il portale, murato a secco, probabilmente dava accesso alla chiesa antica.
La chiesa risulta molto rimaneggiata, prima nel XVIII secolo, e poi dopo la Seconda Guerra Mondiale. Al suo interno sono presenti alcune opera risalente al Cinquecento ed al Seicento, di realizzazione fiorentina: un olio su tela raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina, una Madonna col Bambino, San Domenico e San Pietro Martire e la Visitazione.
