Dicomano è uno dei comuni della Val di Sieve, all’incorcio con quella del Mugello e la vallata di San Godenzo.
Il territorio del comune di Dicomano si allarga ad imbuto tra il Fosso della Capannaccia e il Torrente Moscia, restringendosi verso la montagna solo con la valle del Fiume di Corella.
Il terreno è molto dissestato, e in tutto l’Appennino sono presenti aree sterili; le rocce dominanti sono l’arenaria e la marna.

Foto di Giovanni Zerba
La zona è ricca di querceti, ma anche castagneti ed in molte frazioni dominano il faggio e il tasso. Nelle aree più pianeggianti sono presenti moltissimi ulivi e viti, e per molto tempo i terreni fertili hanno fatto dell’agricoltura la maggiore risorsa di Dicomano.
La fauna è composta soprattutto da faine, donnole, puzzole, martore e tassi.
Il suolo e ricco di sorgenti sparse per tutto il territorio del comune.
La località è stretta e riparata da poggi che declinano dolcemente verso sud. A nord-est si trovano le ultime pendici di Poggio di Frascole, che sormontano le case del paese a sinistra del fiume, mentre sulla destra si trovano Poggio di Paradisine e Poggio di Dicomano. A sud, tra Poggio di Frascole e Poggio dello Spicchio si trova Poggio della Rata, e comincia la Consuma Mugellese.
Le case del paese sono allineate parzialmente sugli ultimi cento metri della provinciale del Mugello, a destra del fiume, in parte sulla Forlivese tra Ponte Vecchio e Ponte Nuovo. Il paese è caratterizzato da loggiati di pietre grigie, come nei paesi della Romagna, e su quasi tutta Via Vittorio Emanuele ci sono dei filari di archetti sorretti da pilastri. Sono presenti molti palazzi delle antiche famiglie del luogo. I più illustri sono quelli della famiglia Dalle Pozze e Della Nave in Piazza Buonamici. Il Palagio del Podestà invece si trova in Via Vittorio Emanuele, ed è riconoscibile dalle due file di stemmi disposte in verticale sulla facciata principale, sui due lati. Il Palazzo Bartolozzi, si trova nella Piazza Bartolozzi, che prende il nome proprio dal Palazzo, mentre tra questa piazza e Sant’Onofrio si trova la Villa dei Marchesi Bartolini-Salimbeni-Vivai.
I primi abitanti di quest’area furono gli etruschi, nella frazione di Frascole; ma il centro non è mai stato considerato importante, almeno fino al periodo Medioevale.
È stato un importante feudo: appartenne ai conti Guidi, ai Bardi ed infine a Firenze. Fu uno dei pochi paesi a beneficiare del nuovo assetto; aumentò di importanza e divenne un importante centro di scambi.
Dopo il terremoto del 1919 iniziò la ricostruzione, che aumentò l’estensione del paese sia a nord che ad ovest.

Foto di Giovanni Zerba
Si trova al termine di Dicomano; è considerato un gioiello di architettura. Fu ricostruito nel 1796 dalla famiglia Dalle Pozze. Al suo interno si trova una Immacolata Concezione dipinta da Lorenzo Lippi.
E' una piccola cappella quasi completamente ricostruita nel Settecento. Sull’altare maggiore è dipinta una Annunciazione risalente alla fine del Quattrocento, di un ignoto allievo del Signorelli.
Si trova a circa 300 metri dalla piazza di Dicomano, a nord-ovest del paese, in località Quattro Strade. Da notare l’orientamento rovesciato: l’ingresso si trova, infatti, dove inizialmente si trovava l’abside. Anche a causa di questo l’interno non risulta molto armonico, nonostante la navata centrale a tre archi. Al suo interno sono presenti numerose opere; un bassorilievo raffigurante Nozze di Sant'Anna con San Giovacchino, una Madonna con Bambino del Seicento e numerosi dipinti di epoca Cinquecentesca: una Madonna con Rosario, una Natività, l’Adorazione dei Magi, una Assunta e una Madonna del Carmine.
Nell’unica navata sono presenti quattro altari in pietra serena; in questa chiesa si trovano inoltre alcune terracotte realizzate dalla scuola di Della Robbia, e una Madonna con Bambino.
