Celle è una piccola frazione ad ovest di Dicomano, conosciuta soprattutto per la Chiesa di San Donnino e San Pietro a Celle e due ville di antica costruzione, risalenti al XVII e XVIII secolo, la Villa di Celle e la Villa di Cellaia.
Il paese si trova a 210 metri s.l.m.; in realtà si tratta di poche case, raggruppate nel Ghetto di Celle, vicino alla chiesa, con poche altre case sparse nella campagna circostante. Alcune case isolate si trovano addirittura nel podere di Pruneta e quello di Capraia, che sovrasta con una cipressaia una diramazionedi Poggio dello Spicchio; questo colle si presenta brullo e molto ripido, e si affaccia sul Sieve.
Il Ghetto si trova sulla riva destra del Sieve; una volta tutto questo territorio era occupato da querceti, mentre adesso il suolo intorno a questo paese è occupato per la maggioranza da coltivazioni, anche se resistono piccolo boschi di quercie e castagni.
In quest’area si trovano ben due buone sorgenti; una, la più abbondante viene da nord-est, e sfocia sul piccolo Fosso di Celle.
Poggio dello Spicchio ,a sud dell’abitato, isola il territorio di Celle da quello del comune di Pontassieve; qui si trovano alcune muraglie,resti di una antica rocca, ed un vecchio mulino,usato fino agli anni Settanta.
Il nome del paese deriva probabilmente dai campi coltivati in quest’area: i prodotti, infatti,come il frumento, il vino e l’olio, andavano stipati in “celle”; le case sono annesse alla piccola chiesa. Probabilmente si tratta di un piccolo agglomerato nato nel periodo Trecentesco, per servire la Rocca dei Guidi. In questo periodo infatti il conte Aghinolfo da Romena, con un atto ottenuto dalla Signoria di Firenze, vendeva al ghibellino Torrigiano Cerchi i casali di Villa e Celle.
Il paese ha seguito le vicende fiorentine, ed a partire dal periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale è andato sempre più spopolandosi, a causa del fenomeno dell’urbanesimo.
Inizialmente la chiesa era stata intitolata a San Pietro a Fostia; è situata su una piccola altura a nord-ovest di Celle. Si trattava della chiesa annessa all’antica Rocca dei Guidi. Circa un secolo dopo la cessione alla famiglia Cerchi,intorno al Quattrocento, la parrocchia venne soppressa, per poi essere associata a San Donnino a Celle nel 1565, nata nel 1474. La chiesa presenta una piccola ma bellissima cappella affrescata con una Madonna giottesca. Il patrono, ormai considerato San Donnino Martire, è festeggiato la seconda domenica di Ottobre.
Questa villa è composta da un ampio fabbricato appartenuto alla ricchissima confraternita di San Niccolò di Bari; questa congregazione aveva ereditato il possedimento, che allora constava almeno di diciotto poderi e boschi d’alto fusto, piante a foglie caduche e castagni, dal conte Ridolfo Niccolò dei Bardi di Vernio, come recita l’iscrizione di pietra sull’architrave della porta, datata 17 Febbraio 1693. Annesso alla Villa è presente un piccolo oratorio dedicato a San Niccolò.
Questa costruzione è quella situata nella migliore posizione per vista panoramica. Si tratta di un antico podere, appartenuto nel Settecento ai signori Chiavacci e successivamente alla famiglia Vestrini.
